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1:1 con Amar · 8 settimane

Funzioni, ma non vivi.

Hai capito tutto e non è cambiato niente. Otto settimane con me per smettere di girare a vuoto e passare ai fatti. Senza un altro libro, senza stringere i denti.

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40 minuti, con me. Capiamo insieme dove sei e cosa ti tiene fermo. Se il lavoro insieme non fa per te, te lo dico.

2022. Ho letto più di 300 libri, ho meditato più di 700 ore, mi allenavo tutti i giorni. Avevo capito tutto, e la mattina rimandavo la sveglia lo stesso.

Cinque giorni prima di compiere trent'anni ho scritto nel diario: "Parto e mi fermo. Inizio e mi fermo."

Ripetevo gli stessi errori, anche se sapevo tutto.

Quello che ti dici la sera, quando sei a letto

  • Ti alleni, mangi, dormi. E ti svegli già stanco.
  • Scatti per qualsiasi cosa, e non sai perché.
  • Funzioni, produci, reggi tutto. Dentro non senti niente.
  • Il venerdì bevi, ed è l'unico momento in cui sei spontaneo.
  • Stai sempre attento a come ti vedono gli altri.
  • Quando parli ti controlli sempre. Sei rigido, non sei spontaneo.
  • Hai paura di dire di no. Con le donne, con gli amici, al lavoro: i confini non li metti, e poi ti porti dietro il risentimento.
  • Hai costruito il corpo che volevi, e dentro sei rimasto vuoto.
  • La domenica sera dici "da lunedì". Il mercoledì hai già mollato.
  • Sai cosa dovresti fare. Lo sai da anni. E non lo fai.
  • Non sei mai dove sei. Vai a correre e la testa pensa ad altro. Sei a tavola e pensi ad altro. Ti alleni e pensi ad altro. Sei vittima dei tuoi pensieri.
  • Ti stendi a letto e la testa parte con i replay: delle conversazioni, delle scelte, di tutti gli errori.
  • Tieni in piedi tutto. Nessuno tiene in piedi te.

Le loro parole

Me le hanno scritte in DM o dette in call, negli ultimi mesi. Sono copiate così come sono arrivate.

Esattamente funziono ma non vivo

sono sempre molto bloccato

mi sono trovato in un loop che non riesco più a uscirne

Poi arriva il weekend bevo

Penso sempre al peggio, ho pensieri intrusivi in continuazione, non riesco ad andare fuori dai miei soliti schemi

come se poi facessi sempre il passo indietro e tornassi al punto di partenza

Non sei pigro. Stai girando a vuoto.

Il giro è sempre lo stesso. Capisci una cosa, ti carichi, parti forte, molli, ti dai la colpa, cerchi un'altra informazione, e riparti dallo stesso punto, solo un po' più stanco. E ogni volta che molli ti fidi un po' meno di te. Perché la testa tiene conto di ogni volta che non mantieni la parola.

Più eviti, più ti ovatti. Più affronti, più ti elevi.

Il Lavoro 1:1. Otto settimane, tu e io.

Si parte dal corpo, perché è l'unico posto dove sei adesso, e da lì si passa all'azione: una cosa piccola alla volta, finché vedi con i tuoi occhi che quello che fai sposta qualcosa. Il piano lo costruisco su di te, sulla tua situazione attuale, su quanto puoi andare a fondo e quanto puoi spingere oggi.

Il lavoro si basa su tre colonne.

Ogni settimana, lo stesso giro. Al contrario.

Il giro a vuoto parte dalla testa e finisce nel mollare. Questo parte dal corpo e finisce nei fatti.

  1. 01Metti il corpo sotto pressione, apposta.
  2. 02Respiri, e resti.
  3. 03Osservi cosa succede dentro.
  4. 04Gli dai un nome, senza aggiustarlo.
  5. 05Agisci comunque.
  6. 06Ripeti, finché diventa te.

Come funziona

  • CallUna videochiamata a settimana con me, un'ora.
  • WhatsAppMi scrivi quando ti serve, ti rispondo una volta a settimana.
  • PiattaformaUna piattaforma con gli esercizi del giorno, costruiti su di te.

Tutto online: puoi stare a Firenze o dall'altra parte d'Italia.

Io non lo posso fare al posto tuo. Il lavoro lo fai tu. Io ti accompagno, passo dopo passo.

Non ti prometto una vita nuova in otto settimane. Ti prometto che alla fine del percorso smetterai di girare a vuoto, e ti sentirai più a casa dentro il tuo corpo e dentro la tua testa.

Com'è quando smetti di girare a vuoto

  1. Ti svegli e non ti trascini fuori dal letto.
  2. La cosa che rimandi da mesi la fai il martedì mattina, prima che la testa apra bocca.
  3. Il collega ti provoca e non scatti. Senti la mascella che si chiude, respiri, e rispondi quando hai deciso tu.
  4. Salti un giorno, e il giorno dopo riparti da lì. Non da zero.
  5. Il venerdì esci, e non ti serve bere per sentire qualcosa.
  6. Dici di no all'amico, alla donna, al capo. Lo dici calmo, e non crolla niente.
  7. La testa parte lo stesso. Solo che adesso te ne accorgi, respiri, e torni qui.
  8. La sera ti metti a letto e non rifai la giornata in testa.

Prima e dopo, nelle loro parole

Prima
«Il corso mi dava quella botta di dopamina: ok, adesso ho capito cosa devo fare. Però la verità è che evitavo.»
Dopo
«Oggi mi chiedo: sei uno che rimanda, o uno che lo fa anche quando non ha voglia? Mi prendo per la collottola, e lo faccio. Ho allenato il muscolo dell'intenzione.»
Matteo FilipponiFondatore di Hybrid Health Labhybridhealthlab.com
Prima
«Ero pieno di paura. Come se non ci fosse una soluzione a quello che mi stava succedendo. Un vortice.»
Dopo
«Il mio corpo mi parla. Riesco a capire quando è giusto fermarmi e quando devo continuare. E so che posso uscirne.»
Goran MićićGOR Firenzegorfirenze.com
Prima
«Accoglievo, ci stavo dentro, ma mi facevo poche domande.»
Dopo
«Sotto stress, anche in un colloquio, mi chiedo: me la sto raccontando, o è davvero lì? Cambio il respiro, e il corpo si adatta. Lo stress lo cavalco, non lo subisco.»
Fabio ConsigliChannel account managerInstagram
Prima
«Mi chiedevano se sentivo il corpo durante il giorno. Rispondevo: quale corpo? Ero totalmente distaccato.»
Dopo
«Il mio corpo, con mia meraviglia, oggi è più rilassato, più disteso. E riesco a vedermi da fuori.»
Marco MassellaMassella Luxury Kitchensmassellaluxurykitchens.com

È la stessa vita. Solo che adesso ci sei dentro.

"Ho già provato di tutto. Funzionerà per me?"

Quattro uomini che hanno lavorato con me. Le frasi sono loro, copiate dalle registrazioni.

«Ho visto proprio il corpo, cioè io che respiro e il corpo che si adatta al respiro e riesce a stare lì.»
Fabio ConsigliChannel account managerInstagram
«Il mio corpo veramente a mia meraviglia, ha meno tensione, mi trasmette meno tensione, è un corpo più rilassato, più disteso.»
Marco MassellaMassella Luxury Kitchensmassellaluxurykitchens.com
«Riesco a capire quello che vorrebbe, cioè quando è giusto un qualcosa, quando qui si deve fermare, qui devi continuare.»
Goran MićićGOR Firenzegorfirenze.com
«Sì, funzionavo ma non vivevo.»
Matteo FilipponiFondatore di Hybrid Health Labhybridhealthlab.com

Prima di prenotare

"Mollo sempre dopo due settimane."

Prima o poi salterai un giorno. È normale. Farai due passi in avanti e uno indietro. Il problema non è quando salti. È quando arriva la voce che ti dice "sei sempre il solito" e tu molli tutto. Per questo il lavoro è tarato su di te, e per questo ogni settimana ci vediamo. Magari quattro volte non sarai in grado di fare niente. Alla quinta dirai: aspetta un attimo, posso farlo.

E nei giorni senza energia, quelli in cui di solito sparisci? Lì ci sono io, a spronarti e a ricordarti perché lo fai.

"Non ho tempo."

Un'ora a settimana con me, più gli esercizi del giorno. Le pratiche entrano nella tua giornata: il caffè della mattina, la doccia, il tragitto per il lavoro. Quanto tempo perdi a rimuginare? Quante ore passi a ripetere le conversazioni in testa? Quante sere hai bruciato davanti al telefono? Quanti lunedì? Quanta vita vuoi ancora sprecare?

Il tempo c'è. Lo stai già sprecando girando a vuoto.

"E se non funziona per me?"

Può succedere. Il lavoro non lo posso fare al posto tuo, e diffida di chi ti garantisce un risultato senza che tu muova un dito. Ti garantisco la mia presenza ogni settimana e la verità su come stai andando, anche quando non ti piace. Fino a oggi chi ha fatto il lavoro con me un risultato l'ha ottenuto. In call guardiamo se è il lavoro giusto per te.

Se non lo è, te lo dico io, prima che tu investa un euro.

Amar Numanovic seduto, mani giunte, guarda in camera
Firenze, 2026

Chi sono

Amar Numanovic

Per 15 anni ho funzionato, senza vivere.

Straniero di qua e straniero di là, con un'energia enorme e nessun posto dove metterla. Per anni l'ho rigirata contro me stesso, come punizione. Prima con il cibo, fino a pesare cento chili a sedici anni. Poi con le canne tutti i giorni e le droghe pesanti ogni weekend. Almeno lì sentivo qualcosa. Almeno lì avevo un attimo di pace da me stesso.

La vita che avevo creato era una reazione passiva al mio disagio. Non era intenzionale.

E la cosa peggiore non era stare male, a quello ci ero abituato. Era non riuscire a stare bene.

Ero incapace di uscire dalla ristorazione, anche se volevo farlo.
Ero incapace di uscire dalla droga, anche se volevo farlo.
Ero incapace di smettere di fumare, anche se volevo farlo.
Ero incapace di smettere di cercare le donne per bisogno, anche se volevo farlo.
Ero incapace di dare una svolta alla mia vita, anche se volevo farlo.

Te lo racconto perché ero messo davvero male. E se ne sono uscito io che partivo da -1000, ne puoi uscire anche tu.

Nel 2017 ho toccato il fondo, fino a schifarmi di me stesso. Da lì ho iniziato a cercare soluzioni ovunque. Palestra tutti i giorni, più di 300 libri, più di 700 ore di meditazione, dieci giorni di Vipassana in silenzio, anni di terapia, migliaia di ore di scrittura e migliaia di podcast. Capivo tutto, e cambiava poco. Perché il problema non stava nella testa.

Quel giorno di primavera del 2017, in cui mi sono rotto il cazzo di essere chi ero, sono ripartito dal corpo. Il corpo è stato la porta, non la meta: ho costruito il corpo dei miei sogni, e per anni non l'ho sentito. All'inizio credevo che bastasse la disciplina. Poi ho imparato quando usare la forza e quando lasciare andare, a guardare cosa c'era dentro, a rilassarmi.

Mi ci sono voluti 9 anni per arrivare dove sono oggi: 3285 giorni di lavoro su me stesso, senza saltarne uno. La mia ricerca mi ha portato a chiudere con i ristoranti, a smettere con tutte le dipendenze, a guarire la maggior parte dei miei traumi e a riprendermi la mia sovranità. Ho dato vita a Espansione Psicofisica e ho fondato HARA Wholistic Club, a Firenze.

Non sono perfetto, e cado ancora. Ma se prima ci mettevo una settimana a rialzarmi, oggi ci metto mezz'ora. E se anche tu sai cosa vorresti fare e non lo fai, sai già di cosa parlo.

Sono diventato l'uomo di cui avevo bisogno quando ero dove sei tu.

La storia completa →

Nove anni, una foto alla volta

Amar a una festa nel 2012, i volti delle altre persone sono oscurati
2012
Amar nel 2015, selfie in casa
2015
Amar sul Lungarno a Firenze nel 2017
Lungarno, 2017
Amar oggi nella sala di HARA a Firenze
HARA, oggi

Decidere viene dal latino decidere: de, via, e caedere, tagliare. Tagliare via. La stessa radice di recidere. Quando decidi, tagli via tutte le altre possibilità.

Sei a una decisione da spegnere il pilota automatico. E iniziare a vivere intenzionalmente.

40 minuti con me. Non paghi niente.

Prenota solo se sei pronto a fare ciò che va fatto anche nei giorni in cui non ne hai voglia. Se aspetti la bacchetta magica, non è per te.

  • Mi racconti dove sei e cosa ti tiene fermo.
  • Se il lavoro insieme fa per te, ti spiego come funziona.
  • Se non fa per te, te lo dico, e ti dico anche cosa farei al posto tuo.

40 minuti, con me e non con un assistente.

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Amar

P.S.Restare così ha un costo, e i costi peggiori sono quelli che non vedi. Il costo lo stai pagando ogni giorno: ogni mattina che ti svegli stanco, ogni sera che rimugini, ogni venerdì, ogni lunedì che riparti da zero. La tua immobilità la stai pagando cara, in vita che scorre. Quella non torna più. I 40 minuti non costano niente. La vita persa sì.

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